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Il simbolo dell'associazione CSI-PERITI E CONSULENTI
FORENSI raffigura la bilancia della giustizia con l'aggiunta, su uno dei
due piatti, del fiore della ginestra che la fa leggermente pendere da
una parte. Perché la bilancia deve pendere leggermente? Perché il
postulato legalista secondo cui "la legge è uguale per tutti" non è
vero: sia perché non tutti sono uguali per la legge sia perché, come
insegnava Don Milani, "Non c'è nulla di più ingiusto di
trattare in modo uguale persone diseguali".
Perché la ginestra? Come spiegò Giacomo Leopardi, nella sua
opera "I canti", si tratta di un fiore non bello, come lo è la rosa,
ma che ha la particolarità di nascere nel deserto e, quindi, di
ingentilirlo ed abbellirlo. Senza questo fiore il deserto sarebbe
ancora... più "deserto".
La giustizia non può assomigliare ad un deserto arido di sentimenti e di
gentilezza umana. Già Piero Calamandrei, saggiamente, osservava: "Il
segreto della giustizia sta in una sua sempre maggiore umanità
e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e
giudici nella lotta comune contro il dolore; infatti il processo, e
non solo quello penale, di per sé è sempre una pena, che giudici e
avvocati devono abbreviare rendendo giustizia".
A questo compito dei giudici e degli avvocati, ben descritto da
Calamandrei, non possono sottrarsi né essere esclusi, i periti ed i
consulenti forensi, giacché dal loro operato possono derivare danni
enormi per la Giustizia e per l'Uomo.
Ci ricorda Francesco Sidoti: "Ogni giorno in Italia c'è un
innocente che viene accusato ingiustamente e un colpevole che riesce a
farla franca!". Il fine della giustizia, allora, non può essere
altro che quello umanitario, per questo, il presunto reo
deve essere ritenuto innocente fino a prova contraria e
mai "colpevole fino a prova contraria". Le indagini e le perizie non
possono dire tutto e il contrario di tutto, serve la competenza
del ragionamento scientifico, posto che qualunque idea perde il
senso o ne acquista un altro rispetto quello originale, se non segue dei
principi e non descrive le strutture ed i caratteri fondamentali della
realtà. In questo senso il ragionamento investigativo o peritale, oltre
che da esperto, deve essere metodo-logico. Il consulente o perito,
dunque, deve agire non solo da esperto, ma anche da metodologo (perché
deve saper costruire una teoria scientifica con delle regole di corrispondenza
logica) e poi agire anche da ricercatore (perché deve saper applicare
le regole di corrispondenza logica costruite). |